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Península Valdés

I Ghiacciai della Patagonia

Anche se oggi ci sembrano imponenti, i ghiacciai e gli strati di ghiaccio della Patagonia son solo minuscole reliquie delle grandi glaciazioni di un tempo.

Nella Patagonia australe, la prima glaciazione che ha lasciato delle tracce chiare risale a 3,5 milioni di anni fa e in quell’epoca, il ghiaccio si è esteso per almeno 60 km ad est dell’attuale Cordigliera. Un’altra gran glaciazione, che fu la maggiore di quelle che coinvolsero la Patagonia, risalirebbe a circa 1 milione di anni fa. Le morene terminali di quest’ultima si possono osservare nella meseta sud del fiume Santa Cruz, all’altezza di Cóndor Cliff, a quasi 200 km di distanza dall’attuale Cordigliera.

Sebbene ci sono alcune discrepanze su questo punto, oggi è generalmente accettato che i ghiacci coprirono unicamente la meseta patagonica nella sua parte più australe, vale a dire a sud del fiume Gallegos, dove un’enorme lingua si estendeva sull’attuale Stretto di Magellano, (che non è altro che un’altra valle formata dal ghiaccio e invasa dopo dal mare) e la quasi totalità della Terra del Fuoco, come dimostrano le morene che sono state trovate sotto l’attuale livello delle acque dell’oceano Atlantico. Nel resto della Patagonia i ghiacci avanzarono secondo grandi assi ovest-est, senza mai arrivare all’attuale costa atlantica.

Nel periodo geologico chiamato Pleistocenico, i ghiacciai si estesero fino a 100 km ad est oltre il presente limite orientale del Lago Argentino, e nella zona della Cordigliera, raggiunsero un’altezza di più di 1000 metri sull’attuale livello del Lago. La discesa del livello del mare permise che la linea della costa atlantica si trovasse 150 km più ad est di quella che conosciamo oggi.

Nelle epoche più calde, che si alternarono alle ere glaciali, giganteschi fiumi di fusione tagliarono gli altopiani verso l’Atlantico, scavando valli al loro passaggio. Su queste valli, (il fiume Santa Cruz è un chiaro esempio) se spostarono più tardi i ghiacciai nelle glaciazioni successive, depositando materiali e allo stesso tempo, scavando il suolo con il loro enorme potere erosivo. Dopo il loro ultimo ritiro gli enormi bacini rimasti sul terreno si riempirono di acque di fusione e formarono così i laghi glaciali che oggi possiamo vedere.

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